Tripla Bastarda
02 Gen 2012
Tra le birre di castagne che abbiamo in produzione (sono 5) la meno conosciuta, ma anche la più laboriosa è la Tripla Bastarda. Mentre le differenze tra bastarda rossa e bastarda doppia sta nella diversa concentrazione di castagne secche (20% nella Rossa, 40% nella doppia), nella tripla non abbiamo il 60% di castagne, ma lo spunto è dalla ricetta. Una base chiara, ad alta gradazione, corposa e con una base zuccherina aggiunta che vagamente ricorda una tripel. Il lievito è tipico dello stile birrario, ma la grande differenza rispetto ad una vera e propria tripel sta nella luppolatura, molto più parca nel nostro caso per non nascondere la castagna, che qui viene lavorata diversamente. E proprio in questa lavorazione risiede il fatto che questa birra viene prodotta sola una volta all’anno.
Infatti questa tipologia di birra da noi ideata prevede l’impiego di castagne fresche, che vengono “castrate” poi cotte in padella in maniera vigorosa in modo che la buccia e la pellicina si separino il più possibile senza bruciarsi, infine vengono sbucciate, messe in frigo e subito prima di preparare la cotta, macinate.
Un lavoro certosino, affatto semplice, che mobilita diversi amici e familiari che si danno da fare per cuocere più di 100 Kg di castagne fresche che poi andranno sbucciate fino ad ottenere almeno 75 Kg di macinato. Di questa quantità, la maggior parte viene immessa assieme ai grani nel mash ed una piccola parte viene aggiunta in bollitura per conferire ulteriore sapore di castagna e di “bruciato”.
I risultati a detta di chi ama questo tipo di birra sono estremamente interessanti, tanto che l’intera produzione è venduta in un sol colpo e ci restano delle bottiglie da bere con gli amici o da inviare a qualche concorso. Anche per questo motivo questa birra non è presente nel catalogo e nel nostro sito web.
Questo non vuol dire che non amiamo questa birra. E’ solo che è talmente massacrante la lavorazione che non è fisicamente possibile fare più di una – due cotte all’anno.
La novità di quest’anno è la preparazione anche di fusti, che sono in presentazione in questi giorni alla spina in anteprima nazionale al BQ di Milano.
Ci auguriamo che gli appassionati si rechino ad assaggiare questa “rarità” di Amiata, spinata come si deve e presentata da personale esperto e trascorrano una piacevole serata, magari abbinandola ai numerosi piatti ideati dalla cucina del BQ. Per chi ha voglia di scriverci e descriverci la propria esperienza, la nostra mail è sempre .(JavaScript must be enabled to view this email address)
Dimenticavo…. Un brindisi per augurarci buon 2012!
Birra di Natale
Orange Hops
12 Dic 2011
La corsa al sensazionalismo, all’ultimo clone di luppolo, per poter produrre una birra all’avanguardia, spesso ci fa perdere di vista “i fondamentali” del mestiere, ossia l’approfondita conoscenza dei luppoli europei di più antica tradizione.
La Orange Hops in tal senso è un viaggio all’inverso, alla ricerca di caratteristiche poco conosciute o addirittura dimenticate. Siamo fieri della riuscita di questa birra, perché abbiamo ottenuto ciò che volevamo, una birra con uno spiccato profumo di arancia candita, senza aggiungere spezie, ma solamente luppolo. Certamente dei miglioramenti sono ancora possibili. Sarebbe piacevole un corpo con una tessitura più setosa ed un naso più pronunciato. A parziale discolpa, faccio notare che per l’indisponibilità del nuovo raccolto e l’esaurimento delle vecchie scorte, non è stato possibile avere il luppolo in tempo per fare il dry hopping e dare un impronta olfattiva ancor più marcata.
L’idea di questa birra nasce dal fatto che tra tanti luppoli americani, con un profilo molto agrumato, avevamo forse dimenticato del bellissimo profumo emanato da alte dosi di East Kent Golding, non di arancia, ma di marmelade, termine in Inghilterra tradizionalmente utilizzato solo per una marmellata, quella di arance, mentre per le atre si utilizza il termine “jam”. Quindi, un profumo di buccia, di arancia candita, molto delicato e piacevole. L’East Kent Golding fa parte della famiglia inglese dei Golding, che venne coltivata da cloni selezionati già a partire dal 1790, con un profilo abbastanza equilibrato ed una quantità di alfa acidi tra 4 e 5,5 % a seconda della stagione.
Ho desiderato una birra con questo profumo predominante, così come il sapore, magari appoggiato da una buona dose di caramello e di malto. Per questo in via del tutto teorica ho scelto di produrre una “Biere de garde” rossa, ossia una birra da invecchiamento, da cantina, che nella tradizione francese era una delle ultime birre primaverili che dovevano poi accompagnare l’estate fino alla nuova stagione che solitamente ripartiva tra Ottobre e Novembre. Uno stile non amaro, con una buona presenza del malto e del caramellato. La luppolatura è stata fatta con alte dosi di EKG, senza l’impiego di altre varietà più amare o aromatiche. Anche se avevamo già stampato le etichette con lo stile, alla successiva degustazione ci siamo resi conto che la nota di amaro era più forte che in una tradizionale “bière de garde” e che il “warming” alcolico, nonostante i 6 gradi alcolici, non era presente. Quindi in definitiva abbiamo prodotto una buona “strong bitter”, non proprio esattamente lo stile voluto. Succede, quando si esegue la prima cotta.
Magari se ci sarà una nuova occasione, forse ritenteremo, anche se la quantità di luppolo necessaria per far avvertire il profumo di marmellata di arancia non è propriamente compatibile con lo stile.
Per il nome ci piaceva qualcosa che ricordasse l’arancio, tema centrale attorno al quale era stata costruita la birra, senza far credere che ci fossero arance o succo di arancia. Per questo abbiamo inserito anche la precisazione “Hops” ovvero luppolo all’arancia. Per l’etichetta, siamo rimasti sul filone della Pumpkin Fair, cercando degli effetti un po’ più psichedelici, da anni ’70.
Un esercizio di stile comunque positivo, in quanto facente parte della linea Amiata Lab è una birra “one shoot” che è stato salutato positivamente a Torino, a Livorno ed in altri locali in cui è stata presentata in anteprima.
Oltre ai fusti sono state realizzate anche un piccolo quantitativo di bottiglia da 75 cl a disposizione per coloro che vorranno ordinarle per il piacere di provare e di degustare questa nuova birra. Alla salute!
17 e 18 Dicembre A Montelupo Fiorentino con Street Food per il mercatino di Natale
12 Dic 2011
17 e 18 Dicembre Birra Amiata a Roma alla manifestazione “Birre sotto l’albero”
12 Dic 2011
Medaglia d’oro al Mondial de la biére a Strasburgo 2011
07 Nov 2011
Alcuni articoli sul Mondial de la biére a Strasburgo 2011 che parlano di Birra Amiata.
Online-News - leggi l'articolo, clicca qui
Val di Chiana Oggi - leggi l'articolo, clicca qui
Il mondo del gusto - leggi l'articolo, clicca qui
Tirreno Regionale - leggi l'articolo, clicca qui
ANSA - leggi l'articolo, clicca qui
Corriere della Maremma - leggi l'articolo, clicca qui
Il Tirreno cronaca di Grosseto - leggi l'articolo, clicca qui
Cronache di birra - leggi l'articolo, clicca qui
Mondobirra.org - leggi l'articolo, clicca qui
Fermento Birra - leggi l'articolo, clicca qui
Eccolatoscana - leggi l'articolo, clicca qui
Beverfood - leggi l'articolo, clicca qui
Maltogradimento - leggi l'articolo, clicca qui
Toscana News - leggi l'articolo, clicca qui
Alla Bastarda Rossa la medaglia d’oro al 3° Mondial de la Biére
07 Nov 2011
Alla Bastarda Rossa, la birra alle castagne del Birrificio Amiata viene assegnata da una giuria internazionale, la medaglia d’oro al 3° Mondial de la Biére tenutosi a Strasburgo ad Ottobre 2011
Birra Amiata all’IBF
07 Nov 2011
Beer Travel
07 Nov 2011
Birra Amiata: fund rising per la fondazione FILE
07 Nov 2011
Degustazione al Cubò di Costabissara
07 Nov 2011
Il progetto “Amiata Lab”
07 Nov 2011
Il progetto “Amiata Lab” nasce dalla voglia di sperimentare, senza però dover pasticciare con i marchi attualmente in forze, Amiata e Birra del Buttero, ma soprattutto da una domanda sempre più ricorrente da parte dei pub che riforniamo: “cos’hai di nuovo questo mese?”. Fortunatamente la clientela è composta da affezionati a certe tipologie di birre, ma anche da persone che vogliono sempre qualcosa di nuovo e di diverso da assaggiare. Ciò è estremamente divertente per chi produce la birra, in quanto consente ogni tanto di rituffarsi in un mondo fantastico, pieno di idee, sapori, vecchie storie, ricordi di birre degustate, chiacchere tra birrai a qualche fiera.
Facciamo diverse birre qui al birrificio, quindi non ci si annoia certo con la produzione standard. Cerchiamo costantemente di migliorare quel gesto, quella fase produttiva, quell’ingrediente specifico che ci consenta di fare una birra che piaccia sempre di più. Nonostante ciò pensare ad una novità è sempre una grande gioia. Qui la gioia addirittura è tripla se non…quadrupla. Infatti il progetto per la fine 2011 inizio 2012 dovrebbe prevedere tre birre ”one shoot” ed una collaboration beer”.
Una delle birre è già in vendita in fusti e bottiglie e si chiama Pumpkin Fair, la bionda alla zucca. E’ il secondo anno che produciamo una birra alla zucca. Lo scorso anno avevamo prodotto una birra di un giallo paglierino molto intenso, quasi color zucca, inserendo sia nel mash che in bollitura 5 Kg di zucca fatta a pezzi. La birra è piaciuta molto, buon corpo ed un po’ di dolce che i meno avvezzi scambiavano per il sapore dolciastro della zucca. Ovviamente non ero soddisfatto, e per quest’anno volevo cambiare ricetta, restava il fatto di come lavorare la zucca e quando aggiungerla.
Girando un po’ ho sentito i racconti più svariati, chi la aggiunge sottoforma di purea nel mash, chi in bollitura o chi addirittura al momento dell’imbottigliamento, chi aggiungeva invece della zucca il preparato per la “pumplin pie” una torta alla zucca ricca soprattutto di spezie ed aromi, chi anche faceva macerare la zucca in alcool etilico e poi la aggiungeva prima dell’imbottigliamento. Avendo avuto la fortuna di essere al GABF a Denver, ho avuto modo di assaggiare diverse birre alla zucca, ma devo confessare di essere rimasto male, in quanto bevevo solo birre terribilmente speziate e della zucca nessun sapore. Ho provato anche la famosa torta ed un gelato alla zucca, ma non ho trovato il sapore che cercavo. Sono rientrato appena in tempo per produrre la birra che sarebbe stata imbottigliata il 26 Ottobre, quindi veramente a ridosso della festa di Halloween. Alla fine abbiamo deciso di non usare spezie e di cercare di forzare le dosi di zucca, ossia 50 Kg di polpa di zucca. In pratica le zucche dell’orto di casa curato da Gennaro o dei vicini sono state sbucciate, private dei semi, messe in forno fino a quando le fette non diventavano molli ed infine schiacciate con lo schiacciapatate in modo da avere solo la polpa. Questo ammasso di zucca non è che fosse estremamente profumato, forse per via del passaggio in forno che aveva allontanato alcuni aromi. Abbiamo riempito dei sacchetti con tutta questa zucca e li abbiamo inseriti negli ultimi 40 minuti di bollitura.
La base era una birra chiara, leggera, luppolata, ma non amara, con un profilo estremamente dissetante, di quelle birre che non smetteresti mai di bere. Onestamente non è che ci sia un grande sapore di zucca, si percepisce appena, adesso che è fresca e prevedo che tra un paio di mesi sarà sparito anche questo cenno. Spero che per tale data la birra sia comunque esaurita, visto che si fa bere veramente volentieri, è difficile resistere, per fortuna è poco più di 4 gradi alcolici e non crea problemi. Nei locali dove è attaccata alla spina va molto bene, anche la schiuma è molto bella e gli avventori sono sempre felici quando c’è sul bicchiere una bella cupola di schiuma pannosa.
Per noi Settembre ed Ottobre sono mesi duri, per la preparazione delle fiere delle castagne, quindi ci siamo ritrovati all’ultimo momento a fare le etichette. Era tale la voglia di creare una linea di demarcazione netta tra queste birre e quelle di Amiata, che avevamo pensato io e Gennaro di chiamarla “Fear at Pumpkin Fair” ossia “paura alla fiera delle zucche” pensando ad una etichetta molto “pulp” con le zucche che prendevano vita durante la fiera e si pappavano gli agricoltori che le avevano coltivate. Ma avendo dato un solo giorno al povero Michele Guidarini, che doveva costruire dal nulla l’etichetta, poi abbiamo evitato spargimenti di sangue e scene da apocalisse e siamo andati con la bambolina che gioca con la zucca che tutti potete vedere.
Chi verrà all’IBF a Torino potrà assaggiare gli ultimi fusti di questa creazione autunnale ed anche i primi fusti di un’altra novità, una rossa particolare di cui vi racconterò a breve. Con Gennaro stiamo ancora definendo il nome e sabato si prepareranno fusti e bottiglie. Racconterò tutto su questa birra nella prossima edizione del blog.
CHESTNUT
25 Ott 2011
“CHESTNUT, si trova in Via della Madonna 49 ed è aperto tutte le sere eccetto il lunedì dall 19:30 alle 01:00.
Qui si possono degustare 5 differenti birre alla spina o acquistare direttamente le birre presenti in bottiglie.”
Tel. 0586 959391
email: .(JavaScript must be enabled to view this email address)
Facebook: chestnut_livorno
Intervista su Arcidosso e sulle castagne IGP
18 Ott 2011
Spezzone di un'intervista durante le riprese di un documentario su Arcidosso e sulle castagne IGP, in cui si è voluto dare risalto anche alla birra alle castagne
Un ulteriore blog birrario: moda o necessità?
18 Ott 2011
Rinnovando drasticamente il nostro sito web, io e Gennaro abbiamo dovuto decidere se era veramente il caso di inserire al suo interno un blog.
Le polemiche del CAMRA sui blog birrari dei giorni scorsi non ci hanno condizionato, perché con poco tempo a disposizione per elaborare questi contenuti, l’ideazione del sito è avvenuta molti mesi fa.
E’ vero che in rete si trova tutto ed il contrario di tutto ed è difficile capire se quanto si legge è la verità o una mistificazione involontaria o manipolatoria. Per questo esistono forme di informazione che sono più certificate di altre e per questo è addirittura nati progetti in cui dei revisori esperti si occupano di “certificare” che quanto viene scritto in certe pagine corrisponde a verità.
C’era, in questo bailamme, bisogno di un nuovo blog birrario? C’era spazio per un nuovo blog che si occupasse di birra? Io credo che ci sia sempre la libertà per tutti di fare tutto, di mettersi anche semplicemente in mostra e farsi vedere non come esperti, ma come semplici appassionatie supporters.
Ma con blog come quelli di Andrea Turco, Maurizio Maestrelli, Marco Pion, Agostino Arioli, Nicola Utzeri, Alberto Laschi, Lelio Bottero, Alessio Leone non c’è né spazio né bisogno di censire il movimento birraio nazionale ed internazionale. Ma anche se ce ne fosse stata l’opportunità, chi siamo noi per occuparci di ciò? Siamo dei semplici produttori artigianali, abbiamo le nostre opinioni ed il nostro vissuto, ma l’autorevolezza è ben altra cosa!
Quando abbiamo avuto qualcosa da dire ci sono stati dei blog come “Cronache di birra” e “Birragenda”, tanto per citare gli ultimi che ci hanno dato spazio.
Quindi, per chiudere, non serviva un nuovo blog. Invece c’è, lo state leggendo! Perché dunque? Per migliorare il rating del sito? No, le ragioni di questa decisione sono essenzialmente due:
La prima trae origine dall’aver notato che sempre di più nelle degustazioni le domande che fioccano più frequentemente riguardano la storia del birrificio, la motivazione e la passione del birraio, il perché si è intrapresa una determinata avventura e perché si sono fatte determinate scelte. Anche nel mondo birrario sono usciti libri che hanno puntato l’occhio più sulla storia del birraio e del birrificio che sulle birre prodotte, ad ulteriore testimonianza che questi contenuti sono per una frazione del pubblico, di qualche interesse. Allora comunicare raccontando se stessi può essere un modo possibile per parlare agli altri e farsi conoscere, per creare un rapporto con i clienti attuali e potenziali o con appassionati. Il tempo investito in questa comunicazione verrà ripagato dal fatto che delle persone, curiose o appassionate, visiteranno periodicamente la tua vetrina.
La seconda purtroppo è figlia della prima. Sappiamo cosa comunicare, cosa interessa alla gente, ma in che modo farlo in maniera sostenibile? Un piccolo produttore non ha il tempo per il fai-da-te il contenutista e non ci sono le risorse economiche per pagare dei contenutisti esterni per aggiornare costantemente e quindi rendere interessante ritornare su un determinato sito web. Se il pubblico cerca notizie, informazioni fresche, non puoi avere delle pagine il cui aggiornamento è stato fatto 18 mesi prima…
Le Newsletter sono più fredde perché vengono spedite come allegati ed i visitatori non possono inserire i loro commenti e comunque servono dei grafici e del tempo per selezionare le notizie. Quindi per tenere acceso nel tempo un filo di comunicazione tra chi produce e chi compera, la via più semplice ed economica, è creare anche un blog.
Non è comunque una cosa semplicissima, perché richiede tempo, applicazione e programmazione, in quanto non puoi scrivere sette articoli per sette giorni consecutivi e poi non postare nulla per il mese successivo. Un rapporto di comunicazione deve avere determinate regole, non ultima la periodicità.
Quindi ci siamo e parleremo di noi, delle nostre scelte, delle esperienze fatte, dei contatti che ci hanno arricchito, delle angherie che abbiamo subito, delle idee per le prossime birre o le future attrezzature, nel tentativo costante di divulgare i nostri sforzi per produrre birra di qualità, ma anche nel cercare di non venir trascinati nel gorgo dell’insolvenza finanziaria.
Questa è dunque per noi la direzione giusta nell’approcciare ad una comunicazione attiva per un piccolo produttore: parlare di ciò che conosce bene: se stesso e la propria azienda. Una voce che può interessare o meno al grande pubblico, ma su cui non si può essere facilmente smentiti.
Ci auguriamo che la novità sia di interesse almeno per i più affezionati e speriamo di ricevere commenti, positivi o negativi, comunque costruttivi.
Vino & Design srl
12 Ott 2011
Vino & Design srl
via del Chionso, 14
42100 Reggio Emilia (ITALY)
RI 10190/1999 di Reggio Emilia
tel. (+39)-0522-506284
fax. (+39)-0522-230364
cell/mobile (Dick): (+39)-335-54 80 941
direttore commerciale (Massimo) : 348-6622141
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email: .(JavaScript must be enabled to view this email address)
sito: www.vinoedesign.it
GARO di Simone Ascoli
11 Ott 2011
GARO di Simone Ascoli - cell. 349 – 3745108
e-mail: .(JavaScript must be enabled to view this email address)
Importatore di Birra Amiata negli Stati Uniti:
Vanberg & DeWulf
52 Pioneer St # 4
Cooperstown, NY 13326-1298, Stati Uniti
www.belgianexperts.com
Tour della Birra Contessa a Chicago
10 Ott 2011
Domus Birrae
09 Ott 2011
tel: (+39) 06.97997570
email: .(JavaScript must be enabled to view this email address)
Castagna in Festa 2011
09 Ott 2011
Birra Amiata alla 3a edizione del Mondial de la Biere a Strasburgo
08 Ott 2011
Birra Amiata a sostegno della Fondazione Italiana per la Leniterapia
07 Ott 2011
Birra Amiata al Sanremo è Birra
14 Lug 2011
Dal 21 al 25 Luglio: in compartecipazione con Real Beer e White Dog saremo presenti al Palafiori di Sanremo, per la prima edizione del festival “Sanremo è Birra”. Le degustazioni saranno tenute da Lorenzo Dabove (in arte Kuaska)
Birra Amiata sara’ presente al Festival delle Birre Artigianali di Montefiascone
14 Lug 2011
Il 15,16 ed il 17 Luglio: saremo presenti al Festival delle Birre Artigianali di Montefiascone
Birra Amiata partecipa a Birbiena
14 Lug 2011
Dall’8 al 10 Luglio Birra Amiata è presente a Birbiena con la ComunAle, la Bastarda Doppia e la Contessa.
L’angolo dei premi
07 Lug 2011

Video
07 Lug 2011
Week End dei Birrari
07 Lug 2011

Benvenuti
07 Lug 2011

La produzione artigianale della birra è la nostra passione.
Cerchiamo di migliorare costantemente la qualità delle nostre birre selezionando le materie prime migliori ed i processi fabbricativi più antichi e più idonei. Amiamo il nostro territorio e cerchiamo di divulgarne la conoscenza attraverso la promozione dei prodotti tipici (inserendoli nelle nostre produzioni, come le castagne IGP che utilizziamo per la Bstarda Rossa e le altre birre di questa tipologia), della storia e delle leggende, inserendole nei nomi delle birre (Drago della Selva, Contessa, Aldobrandesca). La nostra produzione si avvale di un acqua particolarmente pura e leggera come quella della sorgente del Fiora, avviene in un ambiente naturale e genuino, lontano dall’inquinamento e dalle industrie. Non microfiltriamo e non pastorizziamo le nostre birre, che sono vive in quanto mantengono inalterati i profumi ed i sapori di una birra autentica e genuina.
Week End dei Birrari
07 Lug 2011
Birra Amiata prodotta in Toscana
07 Lug 2011
Birra Amiata, birra viva
07 Lug 2011
Birra Amiata, birra di montagna
07 Lug 2011












